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Forfettario o ordinario: quale ti conviene?

Metti fatturato, settore e quanto spendi davvero per lavorare. Vedi quanto ti resta in tasca con i due regimi e da quale livello di costi conviene cambiare.

I tuoi numeri

Ci sono già dei numeri di esempio: metti i tuoi. Restano sul tuo dispositivo.

€
Quello che spendi davvero in un anno: affitto, materiali, collaboratori, attrezzatura, carburante. Senza contributi e imposte.
€
4Come versi i contributi Te lo proponiamo in base al lavoro: cambialo se non è il tuo caso.
5Da quanti anni sei nel forfettario Il 5% vale per i primi cinque anni di un’attività nuova, se ne hai i requisiti.
Con questi numeri

–

Forfettario–
Ordinario–
Fino a quanti costi conviene il forfettario

Simple Budget Business su computer e telefonoCalcolatore offerto daSimple Budget BusinessL’app per i conti della partita IVA: fatturato dell’anno e stima di tasse e contributi sempre aggiornati.Scopri l’app
Stima indicativa. Per una consulenza fiscale accurata, rivolgiti al tuo commercialista.

Come si arriva ai due numeri

Gli stessi costi escono dalle tue tasche in tutti e due i regimi: cambia solo su cosa paghi contributi e imposte.

ForfettarioConviene
ti resta all’anno–
    OrdinarioConviene
    ti resta all’anno–

      La stima non considera altri redditi, detrazioni, addizionali regionali e comunali, acconti già versati, IVA e la tua situazione personale. Prima di cambiare regime, parlane con il commercialista.

      Aggiornato il 5 ottobre 2026
      Cosa cambia

      Due modi diversi di contare lo stesso lavoro

      La differenza più grande è in cosa lo Stato considera reddito, prima ancora delle aliquote.

      Forfettario

      I costi non contano

      Il reddito è una percentuale fissa del fatturato, decisa dal tuo codice ATECO. Se spendi poco ci guadagni, se spendi tanto paghi su soldi che non hai più.

      Il conto
      Incassi100 €
      −Spese 30 €non contano
      ×Coefficiente78%
      =Reddito78 €
      Esempio: un consulente, coefficiente 78%.
      Ordinario

      I costi si scaricano

      Si parte da ricavi meno costi veri, con le regole di deducibilità. Poi però arriva l’IRPEF a scaglioni, che sale al crescere del reddito.

      Il conto
      Incassi100 €
      −Spese30 €
      =Reddito70 €
      Stesso esempio: 100 € incassati e 30 € di spese.
      In più

      IVA e adempimenti

      Nel forfettario non applichi l’IVA e non la versi. Nell’ordinario sì, con liquidazioni e registri: più lavoro per te o più parcella dal commercialista.

      Nell’ordinario
      Il tuo lavoro1.000 €
      +IVA al 22%220 €
      =Fattura1.220 €
      Nel forfettario la fattura resta 1.000 €. I 220 € di IVA li versi allo Stato.
      Quando cambiare

      Il punto in cui il forfettario smette di convenire

      Le tasse del forfettario non si muovono al crescere dei costi: sono decise dal coefficiente. Quelle dell’ordinario scendono ogni volta che spendi. Prima o poi le due linee si incontrano, ed è il numero che trovi nel calcolatore.

      Il forfettario regge bene se

      • Spendi poco per lavorare: consulenza, servizi, lavoro da casa.
      • Sei nei primi cinque anni e hai l’aliquota al 5%.
      • Vuoi meno adempimenti: niente IVA, niente registri, parcella più bassa.

      Conviene rifare i conti se

      • I costi sono cresciuti: affitto, dipendenti, materiali, mezzi.
      • Compri molto con IVA: nel forfettario quell’IVA resta un costo.
      • Ti avvicini agli 85.000 €: dai un’occhiata al calcolatore della soglia.
      • Hai fatto investimenti che nell’ordinario si ammortizzano.
      E la SRL?

      Perché la SRL non sta in questo confronto

      Forfettario e ordinario sono due modi di tassare la stessa persona: il confronto è diretto. La SRL è un soggetto diverso, che paga le sue imposte sull’utile, e quei soldi diventano tuoi solo quando li tiri fuori.

      Come li tiri fuori cambia tutto

      Compenso da amministratore, dividendi o un misto: ogni strada ha una tassazione diversa.

      Ci sono costi che altrove non esistono

      Notaio all’apertura, capitale da versare, bilancio da depositare ogni anno.

      Conta quanto lasci dentro

      Se reinvesti l’utile nella società, il conto cambia di nuovo.

      Vuoi fare il confronto con la SRL?Ditta individuale o SRL: quanto ti resta, con compenso e dividendi.
      Partita IVA

      Per sapere se conviene,
      servono i costi veri.

      Questo confronto vale quanto vale il numero dei costi che hai messo. Con Simple Budget Business ogni spesa finisce nella sua categoria mentre la registri: a fine anno il totale ce l’hai già, e la stima delle imposte si aggiorna da sola.

      Per l’attività
      4,8 (93 recensioni verificate)

      Tre attività incluse, con chi ci lavora.

      • Costi per categoria, sempre aggiornati
      • Stima di imposte e contributi a ogni movimento
      • Quanto accantonare ogni mese, prima di spendere
      • Scadenze fiscali con notifica: acconti e saldo
      • Entrate e uscite divise per attività, se ne hai più di una
      • Sempre sincronizzata su telefono, tablet e computer
      119,97 €169,97 €
      all'anno
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      Gestire a sensazione costa molto più di così: perdi poco per volta, e te ne accorgi solo quando i numeri li hai davanti.

      Simple Budget Business, app per la partita IVA: la dashboard dell’attività su computer e smartphone

      Domande
      frequenti

      Hai un dubbio sul confronto? Scrivici: rispondiamo dal lunedì al venerdì, dalle 9:00 alle 18:00.

      Scrivici su WhatsApp
      Quando conviene uscire dal forfettario?

      Quando i costi veri superano quelli che il coefficiente ti riconosce. Un consulente al 78% ha il 22% del fatturato riconosciuto come spesa: se ne spende di più, ogni euro in più paga imposte su soldi che non ha più. Il calcolatore ti dice il punto esatto per i tuoi numeri.

      E se il fatturato supera gli 85.000 €?

      Fino a 100.000 € chiudi l’anno nel forfettario e passi all’ordinario dal 1° gennaio successivo. Se superi i 100.000 € il forfettario decade nello stesso anno: l’anno si chiude in regime ordinario e dalla fattura con cui superi la soglia devi applicare l’IVA. Sopra quella cifra, qui, il confronto mostra solo l’ordinario.

      Posso scegliere l’ordinario anche se sto sotto gli 85.000 €?

      Sì. Il forfettario è un regime naturale ma non obbligatorio: si può rinunciare e applicare l’IVA e il regime ordinario. La scelta vincola per almeno tre anni, quindi è il caso di farla con il commercialista.

      Perché nel confronto i costi si tolgono da tutte e due le parti?

      Perché li paghi comunque. La differenza fra i due regimi non è se spendi, è se quella spesa abbassa le tasse. Nel forfettario no, nell’ordinario sì: per questo confrontiamo quanto ti resta in tasca, non l’imponibile.

      L’IVA è compresa nel conto?

      No. Nell’ordinario applichi l’IVA ai clienti e la versi, e recuperi quella sugli acquisti: è una partita che passa, ma sposta la cassa e vale qualcosa sugli acquisti importanti. Nel forfettario l’IVA sugli acquisti resta un costo per te.

      E i contributi cambiano tra i due regimi?

      La base su cui si calcolano sì: nel forfettario è il reddito da coefficiente, nell’ordinario è ricavi meno costi. Cambia anche la riduzione del 35% o 50% per artigiani e commercianti, che esiste solo nel forfettario.

      Quanto è affidabile questa stima?

      Usa lo stesso calcolo che trovi dentro Simple Budget, con le aliquote in vigore. Resta una stima: non considera altri redditi, detrazioni, addizionali, acconti e la tua situazione personale. Per decidere, il commercialista.

      La scelta giusta
      parte dai numeri giusti.

      Con Simple Budget Business hai costi e ricavi sempre aggiornati, e la stima delle imposte che li segue.