Metti fatturato, costi e quanto vuoi prenderti come compenso. Vedi cosa arriva davvero in tasca con le due strade, quanto costa aprire una SRL e quanto costa tenerla in piedi ogni anno.
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Stesso fatturato e stessi costi: ecco dove finisce ogni euro, nella ditta e nella SRL.
Tre voci sono fissate per legge. Le altre due dipendono dal preventivo: mettici il tuo e il conto diventa vero.
Fissata per leggePreventivo: scrivi il tuoEsente con la semplificata
Con la SRL semplificata il capitale va da 1 € a 9.999,99 €, versato tutto in denaro. Abbassa la cifra, oppure scegli l’ordinaria.
È la differenza che spiazza chi arriva dalla ditta individuale: la società è un soggetto a parte, e i soldi diventano tuoi solo quando escono da lì.
IRES al 24% su ricavi meno costi meno il tuo compenso, e IRAP al 3,9% su ricavi meno costi: il compenso dall’IRAP non si toglie. L’IRAP ordinaria è quella base, le regioni possono alzarla.
Il compenso da amministratore paga IRPEF a scaglioni come qualunque reddito, più i contributi alla Gestione separata: nel 2026 il 35,03%, due terzi a carico della società e un terzo tuo. Se nella società ci lavori, sei iscritto anche come artigiano o commerciante: paghi il fisso INPS e sul compenso scendi al 24%.
Quello che resta dopo le imposte della società, se te lo distribuisci, paga una ritenuta del 26%. Se lo lasci dentro non paghi quel 26%, ma quei soldi restano della società.
Quasi tutti i confronti che trovi online fanno pagare alla SRL prima IRES e IRAP su tutto l’utile e poi il 26% sul dividendo. È il caso peggiore, e nella pratica quasi nessuno lavora così.
Prova a muovere il compenso nel calcolatore: vedrai il risultato cambiare parecchio. È esattamente la conversazione da fare con il commercialista.
Preferiamo dirtelo qui invece che in fondo in piccolo, perché sono le voci che possono spostare la scelta. Tre tirano a favore della SRL: nella realtà costerà un po’ meno di così. Una tira contro: i contributi del socio possono superare il minimo che contiamo.
Nel conto vero una parte dell’IRAP si recupera come costo. Qui no.
nella realtà la SRL costa un po’ menoLe detrazioni da lavoro assimilato abbassano l’IRPEF, soprattutto sui compensi bassi.
nella realtà l’IRPEF è più bassaSe hai dipendenti, dall’IRAP si deducono quote importanti del loro costo.
con dipendenti l’IRAP vera è più bassaACE, agevolazioni e perdite degli anni prima cambiano il conto, e il primo anno ha una cassa tutta sua.
dipende dalla tua storiaContiamo il fisso INPS del socio che lavora nella società. Con utili alti l’INPS può chiederli anche sulla tua quota di utile: è un punto discusso, da vedere col commercialista.
nella realtà la SRL può costare di piùIl 3,9% è l’aliquota base: le regioni possono variarla, anche per settore.
dipende da dove hai sedeLa SRL separa il tuo patrimonio da quello dell’attività. Non entra in nessun calcolo, ma pesa sulla scelta.
vale più di qualche euroCon una società i conti non si tengono più a memoria: servono costi per categoria, utile sempre visibile e le imposte stimate mentre l’anno passa. Simple Budget Business tiene insieme tutto questo, anche se hai più di un’attività.
Tre attività incluse, con chi ci lavora.
Gestire a sensazione costa molto più di così: perdi poco per volta, e te ne accorgi solo quando i numeri li hai davanti.

Hai un dubbio sul confronto? Scrivici: rispondiamo dal lunedì al venerdì, dalle 9:00 alle 18:00.
Scrivici su WhatsAppNon esiste una soglia uguale per tutti: dipende da quanto ti paghi come compenso, da quanto utile lasci in società e dai costi di gestione. Il conto qui sopra li mette tutti insieme, ed è per questo che il risultato cambia quando muovi il compenso.
Sono fissi l’imposta di registro (200 €), l’imposta di bollo (156 €), i diritti di segreteria per il registro delle imprese (90 €) e la tassa annuale di vidimazione dei libri sociali (309,87 € fino a 516.456,90 € di capitale, 516,46 € oltre). Notaio, firma digitale e PEC dipendono dal preventivo. Con la SRL semplificata e l’atto costitutivo standard non si pagano onorario notarile, imposta di bollo e diritti di segreteria.
La semplificata usa un atto costitutivo standard che non si può modificare, ha soci solo persone fisiche e costa molto meno da aprire. Per il resto paga le stesse imposte. Se ti serve uno statuto su misura, per esempio per patti fra soci o categorie di quote, serve l’ordinaria.
L’atto costitutivo va comunque fatto davanti a un notaio, con atto pubblico: quello che la legge toglie è la parcella. Il decreto legge 1/2012 (articolo 3, comma 3) prevede che con il modello standard non siano dovuti onorari notarili, e che l’atto e l’iscrizione al registro delle imprese siano esenti da imposta di bollo e diritti di segreteria. Il capitale va da 1 € a 9.999,99 €, versato tutto in denaro. Restano dovute l’imposta di registro, la tassa di concessione governativa per i libri sociali e il diritto annuale della camera di commercio. E attenzione a due cose: il modello standard non si può modificare, e ogni modifica futura dello statuto paga onorari e imposte per intero.
Dal 2013 anche una SRL ordinaria può nascere con un capitale sotto i 10.000 €, fino a un minimo di 1 €, con versamenti solo in denaro e fatti tutti subito. Finché capitale e riserva non arrivano a 10.000 €, un quinto degli utili di ogni anno resta accantonato nella società. Un capitale troppo basso però pesa sull’immagine verso banche e fornitori, quindi è una scelta da fare con chi ti segue.
Tutti e due: sul compenso da amministratore la Gestione separata chiede il 35,03% nel 2026, due terzi a carico della società e un terzo a carico dell’amministratore, con il versamento che spetta alla società. Chi ha già un’altra copertura previdenziale o è in pensione paga il 24%.
Di solito sì. Il socio che lavora nella società in modo abituale e prevalente si iscrive alla gestione artigiani o commercianti e paga almeno il contributo fisso: nel 2026 4.611,64 € da commerciante e 4.521,36 € da artigiano. Il calcolo qui sopra lo conta. Con questa iscrizione, sul compenso da amministratore la Gestione separata scende al 24%. Quanto si paga oltre il fisso, sulla tua quota di utile, è un punto discusso: verificalo con il commercialista.
Sul momento sì, perché non paghi il 26% di ritenuta. Ma quei soldi restano della società: per usarli per te dovrai comunque distribuirli, e pagare quel 26% più avanti. Ha senso quando quei soldi servono a far crescere l’attività.
Con Simple Budget Business hai costi, ricavi e utile sempre aggiornati, per decidere con dati veri invece che a sensazione.
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